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In questi luoghi e in queste acque dello Ionio, in tempi a noi lontanissimi, si narra vivesse una sirena di nome Leucades bianca come la spuma del mare, argentea come le foglie, al vento, dei nostri ulivi.
Sulla costa, nel verde della macchia di mirti e oleastri, confuse tra i grigi della roccia calcarea pascolavano tranquille le greggi e tutto fin qui è ancora come in un paesaggio arcadico, nella natura un idillio.
Lidillio si incrina quando Meliso, il pastorello, rifiuta le offerte damore di Leucade: innamorato di Ristola, dolce pastorella, nulla egli vorrà mai concedere alla bella sirena che, innamorata a sua volta, avrebbe voluto invece sedurlo.
Il mito fondatore di Leuca, la città bianca di luce che oggi vedete tra punta Meliso e punta Ristola, non è di origine antichissima. È un mito arcadico, appunto: nato dalla immaginazione letteraria di fine 800, proprio in contemporanea con la nascita della città di Leuca come luogo prediletto di aristocratiche villeggiature.
La storia dellimpossibile amore di Leucades finisce comunque così: furiosa di rabbia per essere stata respinta, lei sirena preferita ad una pastorella. Leucades tramuta in roccia i due innamorati e pone le rocce qui, luna di fronte allaltra, per sempre a guardia del suo bellissimo mare: da dove lei li guarderà, immobili, ed essi mai più potranno toccarsi.
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Era in gioco, conteso dagli dei, il predominio sulla città di Atene.
Avrebbe vinto chi avesse fatto alla città il dono più utili.
Così la dea della Sapienza colpì il suolo con la sua lancia e dalla terra spuntò un
albero di ulivo. Fu giudicato il dono più saggio e più gradito, più del dominio sui
mari, dono promesso alla città da Poseidon, dio del mare, che dalla terra aveva fatto
sgorgare invece, acqua marina. Si coltivò da allora lulivo sullacropoli di Atene e
da tutti la pianta fu da allora ritenuta sacra.
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Pianta mediterranea per eccellenza, cara ai Cristiani e allIslam, lunica che unisce
tutte le sponde del Mediterraneo. Si ritiene che la coltivazione dellolio sia
cominciata in Oriente, i terre e luoghi tra il Caucaso meridionale, laltipiano iranico
e le coste della Siria e della Palestina. La diffusione della pianta segue dunque un percorso
da Oriente ad Occidente, lungo le rotte battute da navi greche e navi fenicie.
Saranno i Romani a diffondere poi la pianta in tutto limpero: ed essa impianteranno ulivi in
Tunisia e Marocco, in unoperazione di bioingegneria in grande stile che muterà il paesaggio e
il destino politico di molti paesi del Mediterraneo.
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| Quali sono gli oli di oliva migliori? |
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